Dove dorme un neonato?

dove dorme un neonato

Tra le tante domande che un neo-genitore si trova ad affrontare appena la mamma torna a casa con il neonato, sicuramente c’è l’annosa “Dove dorme un neonato?.

Capire infatti dove posizionare un neonato a dormire non è poi così semplice ed esistono alcune cose a cui fare attenzione per comprendere quale sia la soluzione migliore.

Tanto dipende anche dall’età del bambino: siamo ancora alle prime settimane o il bambino è oramai cresciuto?

In questa guida cercheremo di prendere in considerazione tutte le casistiche, cercando di dare una risposta il più concreta possibile ad ogni caso che si possa verificare.

Il luogo dove mettere a dormire un neonato dipende infatti parecchio sia dall’età del bambino che dalla posizione che il bambino andrà ad assumere nel supporto.

Proviamo ora a vagliare tutte le ipotesi e suggerire quali supporti e posizioni siano ideali per il bambino nel corso della sua crescita.


Dove dorme un neonato nelle prime settimane?

Nelle prime settimane di vita, così come per i primi 3 o 4 mesi, il neonato deve dormire in posizione supina.

Il suo fisico non ha infatti ancora sviluppato completamente la muscolatura e il piccolo non ha ancora la necessaria muscolatura per riuscire a sostenere una posizione differente.

Il neonato in posizione supina avrà comunque la sua posizione ideale e vedrete che lui stesso apprezzerà moltissimo stare in questa posizione.

Il piccolo, nelle prime settimane, infatti, sta ancora prendendo confidenza con il mondo e con le sue sensazioni corporee.

La curiosità di scoprire il mondo che lo circonda arriverà solo successivamente, intorno al quarto mese di età, e sarà proprio questa voglia di conoscere a spingerlo a cercare posizioni nuove e differenti.

Ricordiamo anche che, nelle prime settimane di vita, la vista del neonato è molto offuscata e per nulla a fuoco.

Il piccolo dunque fatica a comprendere ciò che lo attornia e non avrà ancora l’interesse di andarlo a scoprire.


La culla fianco letto

E’ questo il motivo principale che spinge all’acquisto di una culla fianco letto, ovvero quelle culle / lettini che si attaccano proprio al letto dei genitori.

In questa fase infatti è molto probabile che il bambino avrà necessità di essere allattato anche durante la notte.

Avere il bambino accanto al lettone, sarà un sollievo per la mamma che, nel cuore della notte, non avrà necessità di recarsi in un’altra stanza per allattare il bambino.

So che esistono anche i sostenitori del fatto che i neonati debbano dormire nella loro cameretta, ma questa teoria non mi trova affatto d’accordo.

Nelle prime settimane penso che sia nella stessa natura di un genitore la necessità di avere il piccolo subito a disposizione, anche solo per controllarlo di tanto in tanto.

Ciò che invece non è proprio il massimo è lasciare che il piccolo dorma proprio sul lettone dei genitori.

Inutile dire che il mio piccolo Martin da piccolissimo ci ha dormito spesso, perché ha avuto bisogno di tempo per abituarsi a dormire nella sua culla Next To Me della Chicco che, se vi incuriosisce trovate recensita nel dettaglio qui.

La culla fianco letto sarà il nido del nostro piccolo per qualche mese, ma se sei curioso di conoscere esattamente sino a quando si può usare questo tipo di prodotto, ti invito a consultare la nostra guida “sino a quando usare la culla fianco letto”.

Qui invece potete trovare la nostra classifica delle migliori culle da attaccare al letto, attentamente selezionate sulla base della nostra personale esperienza.


I vantaggi della culla fianco letto

Inutile dire che la culla fianco letto possiede numerosi vantaggi, sia per il piccolo che per i genitori.

Vediamone insieme alcuni:

  • Avere il bambino accanto al letto durante la notte agevola l’allattamento, riducendo un minimo la fatica a cui la mamma sarà sottoposta in questi primi mesi di vita del neonato;
  • I neonati hanno spesso necessità di contatto, anche solo visivo, e mantenere il piccolo accanto alla mamma (o al papà) svolgerà una funzione rassicurante e tranquillizzante per il piccolo;
  • La vicinanza con i genitori contribuirà a donare al piccolo un forte benessere psicologico, poiché il piccolo si sentirà accudito e protetto. Ciò favorirà nel bambino un sonno più sereno.

I riduttori

Se la notte il mio piccolo Martin dorme nella Next to Me, bisogna ammettere che molto spesso ha anche dormito su un riduttore.

Il riduttore è un articolo molto semplice: si tratta di un cuscinone morbido e accogliente, che può essere posizionato praticamente ovunque.

Tanti lo usano anche all’interno della culla, perché se il bimbo è tanto piccolo e la culla è tanto grande, fa in modo che il piccolo si senta maggiormente accolto al suo interno.

Io devo ammettere di aver sfruttato a lungo il riduttore, sino alla fine del terzo mese almeno, per posizionare il piccolo sul divano.

Ci sono infatti momenti della giornata, in cui era complicato lasciare il bambino nella Next To Me.

In parte perché Martin aveva spesso bisogno di un contatto visivo, in parte perché spesso il bambino non voleva dormire, ma solo rilassarsi un pochino e il riduttore era la scelta migliore.

Io comprai addirittura 2 riduttori, in modo da non rimanere senza quando uno dei due si sporcava e lo mettevo a lavare (in lavatrice a 30°C).

Per farvi comprendere meglio di che tipo di prodotto sto parlando, vi lascio di seguito, il link al prodotto che io ho acquistato su Amazon.

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Il lettino del neonato

Quando il bambino cresce, cambiano anche le sue esigenze e, a partire dal quarto mese, noterete che il piccolo diverrà sempre più attratto dal mondo esterno e la sua curiosità crescerà in maniera esponenziale.

dove dorme un neonato

In questo periodo dovrete dire addio ai riduttori, ma anche alla navicella del passeggino, perché il bambino comincerà gradualmente a rifiutare la posizione supina, che gli impedisce di conoscere l’ambiente circostante.

Nella fase che precede la capacità del bambino di rimanere seduto in maniera autonoma, è possibile che vi troverete un poco in difficoltà, perché il bambino non vorrà stare sdraiato, ma il suo fisico non è ancora pronto per riuscire a stare in posizione seduta.

Per superare questa fase, io ho optato per un cuscino che riusciva a far stare il piccolo in una posizione ibrida tra lo sdraiato e il seduto.

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Una volta superata questa fase, dal quinto mese il mio piccolo Martin è cresciuto parecchio e la sua culla fianco letto è divenuta mano mano troppo piccola, al punto che, col sesto mese, ci siamo decisi ad acquistare un vero e proprio lettino.

Il lettino rappresenta un punto di svolta nella vita di un neonato, poiché indica che la stessa parola neonato comincia a non essere più adatta a descrivere vostro figlio, che comincia ad essere un vero e proprio giovanotto.

Il lettino si compone solitamente di un lato apribile, di modo che si possa continuare a posizionare fianco lettone (non so voi, ma io penso che Martin rimarrà accanto al lettone sino all’anno di vita, prima di trovare posto nella sua cameretta).

Alcuni modelli hanno anche l’altezza del materasso regolabile, altri invece sono dotati di un cassettone nella parte inferiore, dove riporre gli oggetti di uso più frequente.

Di solito i 4 lati del lettino sono composti da sbarre verticali, di modo che il bambino non possa uscire in autonomia e si riesca allo stesso tempo a sbirciare al suo interno.

Tra i modelli più interessanti in commercio, vanno sicuramente presi in considerazione quelli di Foppapedretti, azienda specializzata in prodotti in legno, che presenta una gamma di lettini molto robusti e funzionali, sicuramente tra i migliori in commercio.

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Dove far dormire il neonato durante il giorno?

Come già brevemente accennato poco fa, durante il giorno le possibilità di scelta sul dove far dormire un neonato sono diverse.

Di una di queste abbiamo già parlato in precedenza, ovvero del riduttore, che possiede il grosso vantaggio di essere leggero e semplice da spostare, dando quindi una grande versatilità di utilizzo.

Una seconda ipotesi potrebbe essere quella di far dormire il neonato all’interno di una sdraietta per neonati.

Seppur non sempre indicata per il sonno, esistono modelli che si adattano molto bene anche alla nanna del piccolo.

Il vantaggio della sdraietta è sicuramente che si tratta di un luogo molto sicuro (anche più sicuro del riduttore) dove lasciar dormire il bambino.

Ma mi raccomando, fate molta attenzione! Non tutti i modelli sono ideali per la nanna, ma solo quelli che consentono che il bambino riesca ad assumere una posizione “abbastanza” distesa.

Per farvi un’idea più azzeccata, vi consiglio di leggere la nostra guida sulle 7 migliori sdraiette per neonato, dove troverete alcuni modelli che sono ideali a questo scopo.

Un’ultima possibilità è invece quella di sfruttare la navicella del passeggino per la nanna.

In questo caso non ci sono particolari indicazioni da seguire, perché la posizione che il neonato andrà ad assumere è perfetta, essendo in posizione supina e non avendo, tra l’altro, la possibilità di rigirarsi su se stesso.


Quando passare dalla culla al lettino?

Anche su questo tema bisogna ammettere come tanto dipenda dal bambino. Nel mio caso il passaggio sta per avvenire e Martin proprio domani compie 6 mesi.

Diciamo che forse Martin è abbastanza precoce, ma il motivo è che cresce tanto in fretta, pesando circa 9 kg, e si vede a vista d’occhio che nella culla fianco letto non ci sta proprio più.

Ci sono però tanti bambini che hanno una crescita più lenta rispetto a Martin, che possono tranquillamente stare all’interno della culla fianco letto qualche mese in più.

In linea generale il passaggio deve però avvenire entro i 9 mesi, tanto è vero che la maggior parte delle culle fianco letto sono consigliate solo sino ai 9 kg del bambino e si presume che a questa età il bambino dovrebbe aver raggiunto questo peso.


Come mettere a letto il neonato?

La messa a letto del neonato non è poi una cosa così semplice, io stesso ho avuto le mie difficoltà, essendo Martin il mio primo figlio.

La cosa che poi complica il tutto, è il fatto che basti un passo falso per rendere tutta la fatica appena fatta completamente inutile.

Occorre però in questo caso fare una premessa. Martin tende a non voler mai addormentarsi da solo, nel senso che posso dimenticarmi di metterlo a letto e sperare che si addormenti, salvo non sia veramente stanchissimo.

Di solito invece, il furbetto si lascia cullare, ascoltando la playlist di Sanremo 2020, che lui adora.

Dopo qualche minuto, che varia dalla terza alla quinta canzone della playlist, il bimbo prende sonno (sono consapevole che non sia proprio il massimo, ma al momento è così, speriamo si migliori in futuro).

Ora che il bambino ha 6 mesi, sono diventato un vero fuoriclasse della messa a letto, grazie a tutto questo allenamento.

Occorre anche precisare che la mia tecnica di messa a letto si è affinata col tempo, adattandosi alle dimensioni del bambino che aumentavano e alle sue stesse necessità.

Nelle prime settimane di vita infatti, Martin si addormentava in braccio in posizione verticale.

Col mio braccio destro sotto il suo sederino, tenevo su il bambino, mentre con la mano sinistra tenevo la sua testolina ancora traballante.

A questo punto la messa a letto era relativamente semplice, poiché era sufficiente piegare la schiena, mantenendo sempre le mani nella stessa posizione e, una volta raggiunti i 90°, posizionare dolcemente il bambino sul lettino.

Quando Martin è cresciuto le cose si sono un poco complicate, perché in posizione verticale non c’era proprio più modo di fargli prendere sonno.

Sono dunque passato alla posizione orizzontale, poggiando la sua testa a metà del mio braccio e tenendo il resto del suo corpo con l’altro braccio (vario questa “mossa” sia sulla destra che sulla sinistra).

A questo punto sulla messa a letto occorre un minimo di accortezza in più, ma la prassi è sempre quella di cercare di mantenere il bambino nella medesima posizione e inclinare la schiena, di modo che ci si avvicini al lettino.

Dopo di che si cerca di adagiarlo lentamente sul letto, ma talvolta, anche a causa del peso del bambino, l’operazione può fallire miseramente.


Come si prende un neonato in braccio dalla culla?

Prendere in braccio un neonato dalla culla è invece una cosa secondo me più semplice, che necessita di un unica accortezza: la testa del bambino.

La testa infatti non si regge in piedi da sola e occorre sorreggerla con la mano.

Se dovete tirar su dalla culla il piccolo quindi, cercate come prima cosa di riporre una mano sotto la sua nuca, di modo che siate pronti a sorreggere il capo.

La seconda mano si può posizionare all’altezza del sederino e a quel punto sarete pronti a tirar su il piccolo in totale sicurezza.


Quando si può mettere il neonato a dormire a pancia in giù?

Dormire a pancia in giù, sapete che per i neonati è un tabù, nel senso che non devono proprio mai dormire in quella posizione, poiché le conseguenze potrebbero essere terribili.

Ne abbiamo già approfonditamente parlato nella nostra guida “perché i neonati non possono dormire a pancia in giù” che se volete potete consultare.

Se mi chiedete quando potranno farlo, la risposta è che nel momento in cui potranno dormire a pancia in giù, non saranno più neonati, ma ormai bambini.

Quindi evitiamo proprio almeno nel primo anno di vita questa posizione.


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