Navicella neonato: fino a quanti mesi usarla?

Navicella neonato fino a quanti mesi usarla

Quanta confusione si può creare nella testa di un genitore quando si è per la prima volta alle prese con tutto l’occorrente per il bambino.

E’ per questo che dedico molto tempo a cercare di chiarire i dubbi principali sul tema, cercando di dare risposte chiare e semplici, sui temi più ardui da comprendere.

Se sei arrivato su questa pagina è probabile che anche tu sia alle prese con l’annosa questione che riguarda l’uso della navicella (o carrozzina) del neonato.

Fino quanto tempo bisogna usarla? O fino a quanto tempo è consentito il suo uso?

Queste sono domande che è facile porsi, ma alle quali è spesso difficile trovare una risposta.

D’altronde io ci sono appena passato, il mio Martin ha quasi 14 mesi, e conosco tutte le problematiche che possono sorgere sul tema.

Per vostra fortuna anche in questo caso, sono pronto a rispondere all’annosa questione, dandovi una vera opinione basata sulla mia esperienza personale con il mio piccolo, di modo che possiate anche voi farvi un’idea concreta di quale possa essere la risposta alla domanda.

Se sulla questione però hai ancora grandi dubbi, potrebbe essere propedeutico consultare la nostra guida su ovetto, navicella e passeggino: quali sono le differenze?. In caso contrario, prosegui pure la lettura.


Quando smettere di usare la navicella?

Per rispondere a questa domanda, partiamo dal principio. La navicella (da tanti denominata anche carrozzina) è quel supporto che si attacca alla struttura del passeggino, all’interno del quale il bambino può mantenere la posizione supina.

I neonati nei primi mesi di vita riescono d’altronde a mantenere solo quella posizione: devono stare sdraiati, poiché il loro apparato muscolo-scheletrico non si è ancora sviluppato a dovere.

La navicella offre al neonato la posizione più comoda, perché al suo interno può rimanere sdraiato e può comodamente schiacciare un pisolino quando meglio crede.

La navicella fa di solito parte di un passeggino trio, ma può essere acquistata anche separatamente (anche se si fa sempre più fatica a trovarne una in vendita).

E’ lo strumento che accompagna il piccolo per circa 4 mesi di vita, anche se per alcuni bambini può protrarsi più a lungo, mentre per altri meno.

Io ricordo esattamente che Martin ha smesso di usarla durante il suo primo viaggio in Sardegna, al quarto mese di vita. Portammo con noi la navicella, ma dopo poco tempo ci accorgemmo che Martin al suo interno iniziava a stare stretto, ma soprattutto che il bambino aveva voglia di tirarsi su e guardare il mondo con i suoi occhi.


Come capire che è arrivato il momento di abbandonare la navicella?

Più trascorrono i mesi e più vi accorgerete che spesso ciò che leggete su internet non corrisponde al vero, o meglio, non corrisponderà alla vostra esperienza.

Quando si parla di neonati o bambini di piccola età occorre sempre tenere a mente che ogni bambino è un mondo a se e le generalizzazioni o le previsioni sul suo sviluppo servono solo per avere un’idea di quale possa essere la sua evoluzione, ma vanno sempre considerate con le pinze.

Prendiamo ancora l’esempio di Martin. Il mio bimbo ha 14 mesi e ancora non cammina da solo, se provate a leggere su internet è probabile che leggiate che i bambini iniziano a camminare tra l’ottavo e il dodicesimo mese di vita.

Ogni volta che si parla di una data entro la quale un bimbo deve essere capace di fare qualcosa, questa è spesso errata. Ci sono bambini che sviluppano molto precocemente il linguaggio, altri che parlano solo a due anni.

Ogni previsione è utile, ma non va scritta sul marmo, perché è probabile che il vostro bimbo decida di seguire un percorso diverso.

Tornando a Martin, ad esempio, il bimbo ha sviluppato un’incredibile motricità fine molto presto ed è un grande chiacchierone (a modo suo ovviamente)… sul camminare è invece un grande pigrone.

Inoltre imparerete che ancora più spesso, mentre voi siete ancora in attesa che un evento si verifichi, sarà il bambino a richiedervi che quel cambiamento avvenga.

E’ stato così anche per la navicella nel mio caso. Martin aveva una voglia irrefrenabile di conoscere il mondo con i suoi occhi e la sua schiena si era molto rafforzata.

Riuscendo finalmente a stare seduto, anche se all’inizio in maniera abbastanza precaria, il bimbo ha richiesto il cambio di posizione e dunque il salto dalla navicella al passeggino.

Con questo voglio dirvi che talvolta arrovellarsi la mente con pensieri simili non serve o è controproducente, perché è quasi sempre il bambino a dire che qualcosa non va o che è arrivato il momento di fare un passo avanti.

Per gli amanti delle generalizzazioni, possiamo però dire che questo salto spesso avviene tra il terzo e il sesto mese di vita. Ovviamente al terzo mese significa che il bambino è molto precoce, mentre al sesto che il bambino non ha fretta.

Voglio dire infine che ho visto di recente che ci sono genitori che non usano affatto la navicella e dalla nascita mettono il bambino direttamente sul passeggino.

Gli stessi produttori indicano spesso che il passeggino è adatto all’uso dalla nascita, ma io ho deciso di non fare questa scelta, anche se poi ho scoperto che esistono modelli molto versatili e capaci di trasformarsi da passeggino a navicella con estrema semplicità, come il modello della Peg Perego che vi propongo di seguito.

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Quando si usa la navicella e quando l’ovetto?

Questa risposta è per me abbastanza semplice, ma è solo una mia opinione personale.

L’ovetto è un supporto pensato per i viaggi in macchina, che offre la giusta protezione e sicurezza al bambino durante la marcia.

La navicella serve invece per fare delle belle e comode passeggiate e magari schiacciare un pisolino.

E’ vero che l’ovetto può essere montato sulla struttura del passeggino e usato per trasportare il piccolo, ma è anche vero che nei primi mesi di vita si sconsiglia di far trascorrere tanto tempo al bimbo all’interno dell’ovetto.

Dunque direi che è sempre meglio usare l’ovetto per i viaggi in macchina e la navicella in tutte le altre occasioni.


Quando si può mettere il neonato nel passeggino?

E’ possibile mettere il neonato nel passeggino, quando il piccolo mostra insofferenza per la navicella o magari quando il bimbo è cresciuto a tal punto da stare scomodo all’interno della navicella.

Di solito si verifica intorno al quarto / quinto mese di vita del bimbo.


Quanti kg tiene la navicella?

Dipende dal modello, ma di solito la navicella ha una portata che varia dai 7 ai 9 kg.


Come si porta a casa il neonato dall’ospedale?

All’ospedale di Bolzano, mi è stato consigliato di portare il neonato a casa dall’ospedale sull’ovetto. Non so bene a cosa sia dovuta tale scelta, forse al fatto che si pensi che subito dopo occorre salire in macchina.

Ad ogni modo se volete approfondire l’argomento, leggete la nostra guida Ovetto o navicella: come portare a casa il neonato dall’ospedale.


Dove far dormire i neonati nei primi mesi?

Nei primi mesi di vita, i neonati dormono in continuazione, di solito ogni due o tre ore.

Il luogo migliore dove dormire è sicuramente la culla fianco letto per il co-sleeping (qui trovate la nostra classifica dei modelli migliori), tra cui spicca sicuramente la famosa Chicco Next to Me.

Esiste però sempre la possibilità di sfruttare la navicella, specie se si è a spasso, oppure appositi riduttori o cuscini per neonato, come quello di seguito.

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Se volete approfondire l’argomento, non perdetevi la nostra guida su dove dorme un neonato.


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