Passeggino da quanti mesi iniziare ad usarlo?

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Il percorso che porta un neonato a diventare un bambino è ricco di ostacoli e si caratterizza per piccole e lente conquiste che il bambino nel corso dei mesi inizia a raggiungere.

Sono tanti i passi che occorre seguire in questi cambiamenti e uno di questi è sicuramente il passaggio dalla carrozzina al passeggino, che segna l’arrivo del piccolo ad uno dei suoi primi traguardi.

Eppure ciò che a me perplime di questo passaggio è proprio la difficoltà di dare un significato netto ai termini “carrozzina” e “passeggino” che indicano due cose differenti, ma che in italiano sono usati in maniera abbastanza variegata e tale da riuscire a creare non poca confusione.

Io ad esempio non ho mai usato il termine “carrozzina” e sempre usato la parola “passeggino” per descrivere il “mezzo” col quale trasportare il piccolo, senza dare importanza alle sue varie declinazioni.

Per questo motivo come prima cosa vi propongo di fare un minimo di chiarezza lessicale sui vari termini usati, prima di capire da quanti mesi iniziare ad usare il passeggino.


Carrozzina o navicella

Quando il bambino nasce è abbastanza ovvio per tutti che non possa essere trasportato in un passeggino normale.

Alla nascita si predilige usare quella che io ho sempre chiamato navicella, ma che in tanti chiamano carrozzina.

Se avete acquistato un trio, avete sicuramente ricevuto anche la navicella, che è quella parte atta a contenere il piccolo che può essere montata sulla struttura del passeggino.

La navicella permette di mantenere il piccolo in posizione orizzontale, consona alla sua età e ideale anche per far dormire il bambino.

La navicella deve essere usata sino a quando il bambino non sarà in grado di rafforzare i muscoli della sua schiena e riuscire a mantenersi seduto in autonomia.

Nei primi mesi di vita infatti, il piccolo riuscirà a stare esclusivamente sdraiato in posizione supina, come abbiamo già visto tra le altre, nella nostra guida “dove dorme il neonato?”.

Occorre ricordare che la navicella si usa esclusivamente in combinazione con la struttura del seggiolino e che è sconsigliato il suo utilizzo in automobile.

Per l’auto occorre usare l’ovetto (anch’esso incluso nel passeggino trio), che è concepito proprio per questo scopo. al quale può anche essere ancorato un dispositivo isofix, che consente l’aggancio dell’ovetto al sedile della macchina, aumentando la sicurezza di viaggio.


Il passeggino vero e proprio

Con la parola passeggino si è invece soliti definire la seconda seduta che può essere attaccata alla struttura del passeggino stesso.

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Il passeggino consiste in una seduta all’interno della quale il bambino assume una posizione seduta appunto.

Lo schienale è di solito regolabile di inclinazione, di modo che si possa assecondare i desideri del bambino, abbassandolo quando il piccolo vuole dormire.

Il passeggino si usa in una seconda fase di sviluppo del bambino, quando ha raggiunto una certa maturità e la sua fase di sviluppo passa da quella neonatale a quella del lattante, che si protrae sino ai 6 mesi.

I passeggini di nuova generazione (non tutti, ma solo alcuni) hanno inoltre la possibilità di cambiare la posizione della seduta: fronte mamma (o papà) o fronte strada. Questi modelli vengono detti reversibili.


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Passeggino da quanti mesi iniziare?

Non esiste una risposta univoca a questa domanda, perché ciò a cui io tengo sempre a sottolineare è che ogni bambino ha una storia e uno sviluppo a se e le informazioni che potrete trovare sul web o nei libri di testo sono puramente indicative.

Occorre poi sottolineare con ancora più forza che spesso è il bambino a comunicare l’avvenuto cambio delle sue necessità.

A partire dal quarto mese, ma può protrarsi anche intorno al sesto mese, il bambino vi comunicherà la sua necessità di iniziare a guardare il mondo e il suo rifiuto per la posizione supina, che aveva mantenuto sino a poco tempo prima.

In questa fase cresce nel piccolo la curiosità e la voglia di scoprire il mondo che lo circonda questo sentimento crescerà nei mesi a venire in maniera esponenziale.

Scoprire il mondo significa cambiare angolazione dalla quale osservarlo e ciò implica il cambio dalla posizione supina a quella seduta, che poi si traduce nel passaggio dalla navicella al passeggino.

Basterà osservare il vostro piccolo per comprenderne le mutate esigenze. Quando inizierà a lamentarsi non appena lo mettete in posizione supina e quando noterete che è capace di reggersi bene con la schiena in posizione seduta, allora significa che è arrivato il momento di cambiare prospettiva.

Il cambio di posizione dalla navicella al passeggino avverrà inizialmente “fronte mamma (o papà)”, nel senso che orienterete il passeggino in maniera tale che il bambino possa osservare la mamma durante la marcia.

Ad un certo punto questa posizione si renderà però insufficiente per il piccolo, che vi farà comprendere che è arrivato il momento di orientare il passeggino fronte strada, di modo che la sua vista sia libera di osservare il mondo dove preferisce.

E’ vero che il passaggio si verifica di solito tra i 4 mesi e i 6 mesi e sicuramente ciò avverrà anche col vostro pargolo.

Se ciò non dovesse avvenire però non allarmatevi, eventualmente parlatene col pediatra, ma state pure sicuri che di lì a poco, anche il vostro bambino richiederà un cambio di marcia.


E se il bambino non ci sta più nella navicella?

Capita anche questo, nel senso che il mio piccolo Martin, quando ha iniziato a mostrare insofferenza per la carrozzina, era ormai così grande che dentro non ci stava proprio più.

Tra le altre cose, Martin aveva appena 4 mesi e non era ancora capace di reggersi bene in posizione seduta.

Per questo motivo ho provato a tirare il più a lungo possibile con la navicella, ma poi quando abbiamo deciso di passare al passeggino è stata una vera e propria liberazione.

Se anche il vostro piccolo cresce a ritmi serrati e fatica a trovare posto nella carrozzina, allora potrebbe essere effettivamente giunto il momento del cambio.

Il mio consiglio è quello di optare per un passeggino ampio e confortevole, di modo che il piccolo riesca a trovare il comfort ideale anche se la sua muscolatura della schiena non è ancora completamente sviluppata.

Volendo potete ispirarvi, consultando la nostra guida sui migliori passeggini per bambini alti e grandi.


Fino a quanto tempo usare il passeggino?

Il passeggino sarà un compagno di viaggio a partire dai 4/6 mesi di età del bambino, ma fino a quando occorre effettivamente usarlo?

Sicuramente non c’è modo di farne a meno sino ai due anni del piccolo, quando il bambino riuscirà a camminare con una certa autonomia.

E’ però possibile che il bambino in questa fase si stanchi velocemente di camminare, per cui il passeggino rimane ancora indispensabile.

Diciamo che intorno ai 3 anni l’autonomia del bambino dovrebbe raggiungere un livello tale da poter fare a meno del passeggino e che con i 4 anni del bambino il passeggino debba definitivamente andare in soffitta.

Eppure in Italia, rimane una certa dipendenza dal passeggino anche oltre i 4 anni di vita, come testimonia il contributo del pediatra Farnetani su Adkronos.


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