Perché i neonati non dormono di notte? (e 11 possibili soluzioni)

perché i neonati non dormono di notte

Non conosco la percentuale esatta dei genitori che si trovano ad avere a che fare con un pargolo che fatica a dormire la notte.

Si sentono spesso voci di bimbi che dormono angelicamente dalle 22 alle 6 di mattino, ma sicuramente questo non è stato il mio caso.

Il mio piccolo Martin ama dormire, ma proprio non riesce a lasciarsi andare al sonno, anzi, spesso e volentieri, ingaggia una vera e propria lotta contro il sonno, fatta di schiamazzi, lamentele e inarcamenti della schiena per riuscire a non addormentarsi.

La questione del sonno dei neonati non è di semplice soluzione e, per quanto uno possa leggere ed informarsi sui libri o sul web, non sarà certo semplice trovare una soluzione concreta al problema o al tuo caso specifico.

Io devo ammettere essermi creato una mia personale opinione, giusta o sbagliata che sia, a riguardo.

Sicuramente devo ammettere che non esiste una bacchetta magica che spazza via ogni problema, ma esistono degli accorgimenti che un genitore può prendere per cercare di migliorare la situazione.

E’ possibile però, lo dico subito, che nessuno di questi accorgimenti abbia un effetto concreto sul vostro pargolo.

Ciò che è sicuro è che bisogna provarle tutte e sperare che almeno uno di questi accorgimenti abbia un minimo effetto sul piccolo.

Nei miei pensieri, io sono arrivato alla conclusione che, alla fine, siano i genitori a dover adeguare la propria vita a quella del bambino, cercando di adeguare i propri ritmi a quelli del neonato, assecondandone le naturali abitudini.

Immagino però che:

  1. Spesso non sia possibile, perché un genitore (prima o poi) dovrà pur tornare a lavoro o svegliarsi per portare il bambino all’asilo;
  2. Ci sia una truppa di pedagogisti che sostiene che la mia teoria sia una cavolata.

Ad ogni modo, l’obiettivo che ci poniamo in questa breve guida è quella di cercare di dare una mano ad ogni genitore disperato per l’insonnia del proprio bambino.

Cercheremo di valutare alcuni metodi che possono essere utili per riuscire a far dormire il piccolo, affiancandoli sempre alla mia personale esperienza con Martin.

In questo modo seppur magari non troveremo una soluzione concreta per il vostro caso specifico, spero che una vera esperienza vissuta (e tuttora in corso) possa darvi qualche spunto di riflessione, che vi aiuti nella gestione della nanna del pargolo.


La mia esperienza col sonno di Martin

Per ciò che mi riguarda, io ammetto di aver trascorso con Martin diverse fasi per ciò che riguarda il suo sonno notturno.

La prima fase è stata la più distruttiva. Intorno al mese e mezzo di vita Martin ha infatti preso il brutto vizio di stare sveglio dalle 21 sino alle 2 di notte, piangendo a intervalli regolari in maniera disperata.

Sono state lunghe settimane e il periodo si è protratto per circa 1 mese o poco meno.

Il bambino era inconsolabile ed erano veramente poche le soluzioni che avevano efficacia.

Lo stato di stress e incapacità a risolvere il problema di noi genitori, penso abbia poi peggiorato la situazione.

In seguito la situazione si è poi regolarizzata, ma Martin è rimasto un bambino che sicuramente non prende sonno prima delle 23.

Di recente abbiamo avuto una nuova crisi che ci ha portato a stare svegli sino alle 2 di notte, trovando come unica soluzione una passeggiata notturna in balcone sul passeggino.

Quest’ultima però penso fosse causata dalla fuoriuscita dei dentini, che sono estremamente fastidiosi per il bambino.


Le cause della fatica ad addormentarsi

Provando a leggere nel web, ma anche sui libri, si trovano numerose teorie sul perché i neonati non dormono di notte.

Non sto qui ad elencarle, perché effettivamente non ho affatto le competenze per giudicare quale teoria sia corretta e quale invece sbagliata.

Ciò che posso invece dire è che anche in questo caso io mi sono creato la mia personale opinione, per comprendere la quale vi invito a provare ad immedesimarvi in un neonato.

Il neonato è infatti un organismo complesso, completamente privo di esperienze.

Questi piccoli pargoli si trovano d’improvviso catapultati nel mondo, con le sue mille attrazioni, luci e colori.

Io penso che man mano che la vista dei piccoli si acuisce, i bimbi tendono ad assorbire mille stimoli dall’ambiente che li circonda.

Questi stimoli sono di difficile comprensione per un genitore o un adulto, poiché si può trattare di cose molto semplici come stimoli visivi, acustici o sensoriali.

Io sono convinto che questo eccesso di stimoli tenda ad accumularsi nel neonato, sino a sfociare in un disagio serale.

E’ un po’ come la febbre che tende a salire nel tardo pomeriggio.

E rimango convinto che il disagio scoppi poi in pianti e lamentele, che sono poi l’unica valvola di sfogo che il neonato ha a disposizione per alleggerire il suo animo.


#1 Come addormentare un neonato: cullalo con un po’ di musica

Partiamo subito dalla soluzione che nel mio caso ha avuto maggior successo e per farlo dobbiamo fare un piccolo passo a ritroso prima della nascita di Martin.

Durante la gravidanza di mia moglie, siamo spesso stati a casa, calmando la vita più movimentata che avevamo avuto sino a poco prima (poi si è pure aggiunto il lockdown, quindi siamo definitivamente rimasti chiusi in casa).

Martin è nato a fine Maggio e, nei mesi precedenti, abbiamo spesso ascoltato della musica per rilassarci un pochino.

perché i neonati non dormono di notte

In Febbraio si è tenuto Sanremo, il famoso festival canoro italiano, che sino ad allora non avevamo mai guardato.

Casualmente ci trovammo a guardarlo in tv e ci appassionò parecchio. Da lì prendemmo l’abitudine di ascoltare spesso le canzoni del festival e possiamo dire che Martin sia cresciuto in pancia con quella musica.

Quando Martin è venuto al mondo, abbiamo continuato ad ascoltare quella musica e il bambino sembrava proprio rilassarsi appena ascoltava le dolci note di Diodato.

Penso che in maniera del tutto casuale, mi sia poi capitato che Martin mi si addormentasse in braccio mentre ascoltavamo la musica e, da quel giorno, ho preso l’abitudine (spesso anche eccessivamente frequente) di tenerlo in braccio ascoltando musica, accompagnandolo alla nanna.

Nei primi mesi di vita stava in braccio in posizione verticale, mentre penso che a partire dal terzo o quarto mese, ho iniziato a metterlo orizzontale e lui ha sempre apprezzato.

Tutto ciò è molto semplice finché il bambino ha un’età sino ai quattro o cinque mesi, ma diventa sempre più difficile dopo.

Il fatto è che Martin cresce in maniera veloce e ora che ha superato gli 80 cm di altezza e i 9 kg di peso la situazione si complica parecchio.

C’è da dire che per quanto efficace sia questa tecnica, non penso che i pedagogisti ne siano proprio entusiasti e io ne sono consapevole.

Il bambino dovrebbe iniziare ad addormentarsi da solo sul lettino, ma Martin contempla questa possibilità alla mattina e al pomeriggio, ma alla notte è assai raro che ci riesca.

Io so che non è il massimo, ma l’alternativa è stare in piedi con lui che si lamenta o addirittura piange, sino alle due di notte e, dovendo andare a lavoro il giorno successivo, non posso proprio permettermelo.

Ho letto da qualche parte che intorno al decimo mese, il sonno del neonato si trasforma, prendendo i medesimi ritmi degli adulti.

Lo spero vivamente. D’altronde siamo quasi al settimo mese e ne mancano solo altri 3!!!

Se hai bisogno di ulteriori informazioni sul tema, potresti dare un’occhiata alla nostra guida su quando si regolarizza il sonno di un neonato.


#2 Errori da evitare: il sonno chiama sonno

Non so voi, ma ho spesso sentito parlare di detti popolari come “il bambino ha preso il giorno per la notte” o “il bambino dorme troppo durante il giorno”.

Nella mia personale esperienza non c’è nulla di più errato.

Spesso quando il bambino dorme tanto durante il giorno significa che si è ben rilassato o magari che sta recuperando il sonno perso nella nottata precedente.

Qualsiasi sia il motivo del sonno diurno, nella mia esperienza, questo non incide sul sonno notturno.

Spesso nelle giornate in cui Martin faceva dei grandi pisolini durante il giorno, la notte andava altrettanto bene, e magari si limitava solo a svegliarsi alle 7 di mattina il giorno successivo (rispetto alle 8 o 9 a cui di solito si sveglia).

Alla stessa maniera mi è spesso successo che Martin dormisse pochissimo durante il giorno e che la notte fosse una vera e propria catastrofe.

Dunque non concentratevi troppo su quanto dorma il neonato durante il giorno, piuttosto impegnatevi a cercare di dargli delle routine abituali fisse, perché le abitudini per un piccolo diventano una sicurezza che contribuisce alla sua sicurezza e rilassatezza generale.


#3 Create una routine prima della nanna

Un piccolo aiuto per far capire al piccolo che è arrivato il momento della nanna è quello di creare una piccola routine ad esso collegata.

Significa che dovreste svolgere insieme un’attività particolare, che magari svolgerete solo in quel determinato momento della giornata, che faccia comprendere al bambino che è arrivato il momento di dormire.

La più classica di queste routine è il bagnetto, perché concilia il sonno, essendo un’attività molto rilassante.

I miei problemi col bagnetto sono principalmente due:

  • E’ faticoso: fare il bagnetto è un bell’impegno in termini di tempo e di gestione. Farlo tutti i giorni mi sembra eccessivo.
  • Il bambino non ne ha spesso bisogno. Martin riceve almeno 5 bidet al giorno ed è costantemente pulito. Non ha certo necessità di un bagnetto completo tutti i giorni. Insomma la routine non deve creare stress al bambino, ma neanche ai genitori. Bisogna solo trovare qualcosa di congeniale ad entrambi.

Altre possibilità potrebbero essere anche solo quella di leggere (o far finta di leggere) un bel libro per neonati (io ne ho in feltro con gli animali e Martin lo adora) o magari fare un po’ di igiene, lavando le manine e rinfrescando il viso, o ancora quella di cantare una ninna nanna al piccolo.


#4 Il co-spleeping

Sono numerosi gli studi che affermano che per il bambino dormire accanto al lettone dei genitori sia estremamente positivo.

Ciò che posso dire per la mia personale esperienza è che sia estremamente positivo anche per i genitori, in quanto è ovviamente molto comodo avere il bambino sempre a portata di mano, specie se è un gran mangione a qualsiasi ora (notte compresa) come Martin.

Abbiamo spesso parlato di culle fianco letto e abbiamo anche stilato una classifica delle migliori a disposizione sul mercato, che trovate qui.

Se l’argomento ti interessa ti consiglio la lettura del nostro approfondimento su “dove dorme un neonato”.

Diciamo che per i primi 5 o 6 mesi di vita non esiste nulla di meglio nel dare sicurezza al bambino, che avrà sempre accanto a se la mamma (o il papà), agevolandone quindi il sonno e l’addormentamento serale.


#5 Evita il pile nel pigiamino

Può sembrare banale, eppure uno degli errori che io ho spesso commesso è proprio quello di mettere a letto Martin con un pigiama di pile.

Penso non esista nulla di più sbagliato.

Per quanto la stanza in cui dorme il bambino abbia una temperatura adeguata, il pile diventa spesso eccessivo, oltre a non essere un tessuto adeguato alla traspirazione.

Il risultato è che il bambino si è spesso svegliato, a causa dell’eccessivo sudore.

Cercate di prediligere invece il cotone, che è sempre una garanzia.


#6 Luci soffuse

Anche la luce svolge un ruolo non indifferente e sono tanti gli studi che dimostrano che sia meglio avere una stanza completamente buia per far dormire il bambino.

Io, come al solito, vado in senso contrario, perché penso che a Martin l’eccessivo buio spaventi un poco.

Ho invece optato per una lucina che si ricarica via USB e lascia una bella atmosfera soffusa, il modello è uguale a quello che trovate qui sotto.

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#7 TV spenta

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Per quanto possa far compagnia ai genitori, la TV è una fonte di disturbo per il neonato da evitare assolutamente.

Se possedete una TV in camera, lasciatela spenta. Almeno sino a quando il neonato non avrà preso sonno.


#8 Prova i massaggi

I massaggi del neonato sono una vera arte e sono in grado di rilassare il piccolo in maniera decisiva.

Spesso sono un’arma molto efficace per accompagnare il piccolo al sonno, ma è necessario saperli fare con efficacia perché abbiano effetto.

Un’idea potrebbe essere quella di acquistare un libro che spieghi come farlo:

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O magari seguire un corso in presenza o anche online.


#9 Il ciuccio che grande invenzione!

Sono consapevole che esistano tanti detrattori del ciuccio o succhiotto che dir si voglia.

In realtà io non ne capisco tanto il perché. Martin ha usato il ciuccio sin dal primo giorno di vita e il ciuccio è un vero aiuto quando si tratta di addormentare il piccolo.

Il ciuccio ha un effetto magico sul bambino ed è capace di rilassarlo dal profondo.

Nonostante ciò, Martin non sembra essere da esso dipendente, riuscendo a trascorrere tante ore senza usarlo.

Poiché la vita di un genitore è già abbastanza complicata, io sono dell’avviso che sia necessario sfruttare ogni strumento per cercare di alleggerirla e il ciuccio è sicuramente uno di questi.


#10 Non aspettare che crolli dal sonno

Un altro dettaglio a cui fare attenzione è quello di scegliere il tempo ideale per far dormire il piccolo.

Col tempo mi sono accorto che portare il bambino allo stremo della stanchezza è controproduttivo.

Quando il bambino raggiunge il culmine della stanchezza, diventa più irritabile, sopporta di mal grado di essere maneggiato e fa ancora più fatica a prendere sonno.

Meglio fermarsi un attimo prima e cercare di farlo addormentare un poco prima che raggiunga il culmine della stanchezza.

Allo stesso modo, il bambino dovrà essere stanco e, se vi accorgete che il piccolo non vuol saperne di dormire in quel momento, significa che dovrete attendere ancora un poco per addormentarlo, poiché non è ancora giunto il momento ideale.

Mantenete sempre la calma e non innervositevi (anche se siete stanchi) se il bambino non collabora.

Spesso basterà riprovare dopo 15 minuti per vedere il pargolo dormire beatamente.


#11 La ninna nanna funziona spesso (ma non sempre)

Il metodo più antico per far dormire un bambino, è quello che prevede di cantargli una ninna nanna.

Ne esistono a bizzeffe, ma il mio consiglio è quello di sceglierne una che il bambino sembra apprezzare e utilizzare sempre ed esclusivamente quella.

In questo modo, il bambino collegherà la ninna nanna, al momento di dormire, e sarà proprio come instaurare una routine con i suoi effetti positivi.

Io ad esempio ho inventato una ninna nanna per Martin di sana pianta, ma da quando è nato canto sempre e solo quella canzone per cercare di farlo dormire.


#12 Non conosci i rumori bianchi?

I rumori bianchi sono suoni che agevolano il sonno del bambino e possono essere di vario tipo.

Un esempio è il rumore del phon (che ha un grande potere calmante), il rumore di un treno, della pioggia, del mare e così via.

Vi sarà sicuramente capitato di sentir parlare di genitori che dormono notti intere col phon acceso.

Al giorni d’oggi questo per fortuna non è più necessario, perché esiste un’app che mette a disposizione tutto ciò di cui potete aver bisogno.

Si chiama proprio “Il sonno del bambino” e la trovate qui.


A che ora dovrebbe dormire un neonato?

Anche qui si pullula di informazioni diverse, ma diciamo che la teoria più affermata voglia i neonati a letto entro le 21 la sera.

Ovviamente tra la teoria e la pratica c’è sempre qualche differenza.

Dal mio canto posso dirvi che se Martin prende sonno alle 21, quello è solo un pisolino che non durerà più di un’ora.

Allo stato attuale Martin è un bambino che prende il “vero sonno della nanna” tra le 23 e la mezzanotte (di media), per svegliarsi poi tra le 8 e le 9 di mattina, con un minimo di due risvegli notturni per essere allattato.


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