Perché il neonato si agita prima di dormire?


perché il bambino si agita prima di dormire

E’ noto a tutti che il bambino ci metterà molto tempo a trovare un equilibrio nel ritmo sonno–veglia, così come spesso succede anche agli adulti.

Questo perché il neonato all’interno del pancione della madre, per lunghi nove mesi, non ha la cognizione della differenza tra giorno e notte.

Il tempo per lui scorre lento e sereno, in un ambiente dolce, zuccherino e buio, nel quale dorme quando ne ha la necessità.

Anzi, spesso il neonato si sveglia proprio di notte nel pancione, quando la mamma è rilassata, sdraiata che dorme (o vorrebbe farlo 😊 ).

Nel neonato, una volta venuto al mondo, inizialmente la fase del sonno sarà lunga, infatti dormirà anche per 16 ore di fila per poi via via cambiare, diminuendo le ore di sonno con sempre più ore di veglia.

Ed è a questo punto che possono insorgere piccoli problemi di gestione della nanna o difficoltà nell’addormentamento serale.

Ma cerchiamo intanto di capire quali siano “le buone ricette” per aiutare il bambino piccolo ad addormentarsi e dormire bene nei primi tempi della propria vita.


Instaurare delle routine

Vi ricordo che per i bambini, già da neonati, è importante avere delle routine quotidiane, che segnino i diversi momenti della giornata, per affrontare meglio la quotidianità.

perché il bambino si agita prima di dormire

Queste buone abitudini, sono utilissime per i genitori anche per quando i bimbi saranno più grandicelli e dovranno imparare ed affrontare le piccole sfide di ogni giorno.

Anche negli asili nidi infatti è fondamentale creare delle buone routine, che servono per scandire il tempo ma soprattutto per dare sicurezza ai bimbi, i quali capiranno ben presto che dopo la colazione ci si lava le manine, che dopo il pranzo c’è il momento del rilassamento, poi la nanna ed infine sanno che arriveranno i genitori  a prenderli.

Se ogni giorno le routine sono simili, i bimbi saranno sicuri che si possono divertire in tranquillità, perché amati, curati e perché alla fine ci sono sempre mamma o papà che li verranno a prendere!

Queste buone abitudini valgono ancora di più per il momento della nanna, che è un momento delicato in cui il bimbo deve lasciarsi andare completamente e addormentarsi.

Quindi, organizzando bene il momento di preparazione al riposo, lo si aiuterà a vivere al meglio questa fase.

Sono tante le soluzioni che potremmo applicare in questo momento: si potrebbe fargli un bagnetto prima di metterlo nel lettino oppure spalmare una crema sulla sua pelle con un massaggio rilassante o ancora cantare una bella ninna nanna.

Vediamo insieme qualche esempio nei punti che seguono.


#1 Facciamo un bagnetto rilassante prima di dormire

Un buon consiglio è sicuramente quello di fare un bagnetto rilassante al bambino prima di metterlo a nanna, così lui capirà pian piano che quello è un rituale che chiude la sua giornata.

Fare un bagno caldo, con la voce suadente della mamma, e qualche coccola non può che giovare al rilassamento del bebè.

L’acqua calda, i profumi, la presenza della mamma con la sua voce rassicurante svolgono in questa fase un ruolo importantissimo nel lasciar rilassare i muscoli e la mente del neonato, che si predispone in questo modo ad andare a nanna.


#2 Proviamo un massaggio rilassante

Per chi non l’abbia fatto durante il corso pre-parto, è utile partecipare ad un corso di massaggio per neonati appena il bimbo sarà a casa con voi.

Dopo il bagnetto appunto, si può quindi procedere a spalmare una buona crema naturale nel corpo del bebè con un massaggio che favorisca il rilassamento.

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#3 Mettere un po di musica rilassante

Mentre si fa tutto ciò, quindi dal bagnetto in poi, è utile mettere della musica rilassante per aiutare il bambino a lasciarsi andare, e appunto per creare una routine.

Infatti è utile utilizzare un tipo di musica solo ed esclusivamente per questo momento di accompagnamento alla nanna e non durante il giorno.

Il bambino tenderà ad associare a quella determinata musica, l’idea che è giunto il momento della nanna e ciò aiuterà la fase di rilassamento.


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#4 Tenere la luce soffusa durante la notte

Un modo semplice per rassicurarlo è sicuramente quello di non lasciare il buio totale nella stanza, ma accendere una piccola lampada per bambini con luce soffusa, magari con una forma dolce che richiami la notte o il cielo, come una stella o una luna o una nuvoletta.

Questa lampada, come vale per la musica, andrà accesa soltanto per la notte, mentre i sonnellini del giorno possono essere fatti in normale penombra.

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#5 Mettere nella culla il suo giochino per la nanna

Altra cosa importante, che gioverà anche negli anni futuri quando si dovrà abituare a dormire nella sua cameretta o all’asilo è quella di avere un pupazzino o una pezzotta per fare la nanna.

Deve quindi essere un riferimento solo per dormire, che poi lascerà nella culla durante il giorno.

Finchè è neonato basterà una pezzotta a forma di animale, che magari la mamma stingerà a sé durante la sera per lasciare il suo odore.

Poi crescendo, sarà bello cercare con il bimbo stesso un pupazzino morbido, suo compagno di nanna!

Mi raccomando, il pupazzo in questione non deve uscire nelle scorribande in cortile o in giro, ma lo attende nella culla o nel lettino solo per fargli compagnia durante il sonno…  Sogni d’oro!!!

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Ma quali sono i motivi per cui un bambino arriva a sera molto agitato prima dell’addormentamento?

Vediamo in breve quali possono essere le cause. Vi consiglio di dare anche un’occhiata alla nostra guida “Quando si regolarizza il sonno del bambino” dove potrete trovare ulteriori risposte ai vostri dubbi.


#1 Reflusso gastrico o coliche dei neonati

Parliamoci chiaro, un neonato se piange e si dispera nonostante abbia mangiato, sia stata cullato, curato e pulito ha probabilmente un problemino gastrico.

Potrebbe avere un po di reflusso oppure delle fastidiose colichette intestinali che lo disturbano.

Consultare il consiglio di un medico pediatra o di un ostetrica è la soluzione ideale in queste occasioni.


#2 Male alle orecchie

Anche in questo caso, spesso i bambini piccolissimi hanno dolore alle orecchie che peggiora stando sdraiati o di notte, quindi lo manifestano piangendo e lamentandosi.

Se avete solo il dubbio, correte a farlo visitare!


#3 Senso di smarrimento

Soprattutto nei neonati, abituati a vivere per 9 mesi dentro alla pancia della mamma, rannicchiati e protetti dalla placenta, ritrovarsi in una culla troppo grande potrebbe davvero fargli paura.

Quindi è necessario restringere lo spazio con un riduttore o un bel paracolpi morbido, e infagottare bene il neonato affinché si senta protetto.

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#4 Coscienza di sé

In questo caso, che tra l’altro è davvero un passaggio molto interessante nella vita di un bambino, il bambino inizia a rendersi conto di se stesso come individuo per la prima volta.

Si rende conto di non essere un tutt’uno con la madre, ma di essere solo. Spesso queste prime prese di coscienza avvengono proprio di notte, ma è una fase che avviene solitamente verso l’anno e mezzo circa


#5 Senso di abbandono

Il lasciarsi andare al sonno è spesso indicativo del senso di fiducia e sicurezza che il neonato e successivamente il bambino percepisce.

Molti bambini non riescono proprio ad addormentarsi per la paura che al risveglio non ritrovino più la mamma o il papà.

E’  riconducibile all’ansia da separazione, tipica tra l’altro di quasi tutti i mammiferi.

Basti pensare a quei cagnolini che se vengono lasciati soli abbaiano, si disperano o distruggono casa.

O ai gattini che se lasciati soli fanno i bisogni per casa.

Per far fronte a questo problema la strategia più efficace riguarda proprio i rituali di cui abbiamo parlato prima, che infondono la giusta sicurezza nel bambino.


Conclusioni

Ci troviamo sicuramente in una delle fasi più delicate della vita di un bambino, nella quale occorre tenere presenti alcune semplici regole per migliorare il problema.

Non esiste in questo caso una soluzione immediata, capace di risolvere in un secondo la situazione.

Occorre creare delle piccole routine che pian pianino creino delle emozioni rassicuranti nella psiche del bambino.

Si tratta di un processo che si costruisce giorno dopo giorno, e i cui miglioramenti saranno anche graduali e non immediati.

Cerca quindi di non disperare, armati di pazienza e inizia da subito a seguire questi piccoli consigli.

Col passare del tempo, vedrai migliorare la situazione e rafforzarsi il rapporto che ti lega al tuo piccolo.

Si tratta di piccoli sforzi, che possono regalarti una gioia immensa, dunque non mollare e continua su questa strada!

Nella mia personale esperienza con il mio piccolo, posso dirti che per i primi 30/40 giorni di vita il bambino era solito lamentarsi, piangere e disperarsi apparentemente senza motivo nell’orario compreso tra le 21 e le 2 di notte.

La situazione ha cominciato a cambiare (e migliorare) gradualmente dopo il primo mese di vita.

Ciò che io stessa ho notato è che in questa fase la conoscenza del bambino aveva fatto dei passi da gigante.

Ero finalmente in grado di capire il bambino e il suo pianto, capivo se forse aveva il pannolino sporco, la posizione che aveva assunto era scomoda o se aveva solo bisogno di una copertina.

Nonostante ciò la situazione non fu semplice. Ero pervasa di dubbi che spesso riguardavano l’allattamento e la nutrizione del bambino.

Ricorsi in varie occasioni anche al latte in polvere, ma non ottenni i risultati sperati.

Dunque ripeto a costo di sembrare noiosa: abbiate pazienza e cercate di comprendere le necessità del bambino.

Non agitatevi perché il bambino lo comprende e non farete che peggiorare la situazione.

Amate il bambino al massimo e vedrete che lentamente le cose miglioreranno notevolmente.


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