Quando iniziano a gattonare i bambini: a quanti mesi gattonano

Durante i primi mesi di vita, i neonati sono un concentrato di energia che impiegano totalmente per scoprire se stessi e il mondo che li circonda. In questo periodo, il passatempo preferito di ogni genitore è quello di fermarsi ad ammirare i progressi del neonato, cercando di capire quale sarà la conquista successiva.

Tra le curiosità più comuni ci sono quelle relative al gattonamento, ovvero il momento in cui il piccolo inizia a spostarsi a quattro zampe in maniera autonoma, coordinando mani e piedi: quando iniziano a gattonare i bambini? Esistono degli esercizi per gattonare? Se mio figlio non gattona cosa devo fare?

Gattonare fa parte dello sviluppo psicomotorio del neonato, ma non si tratta di un passaggio obbligato dell’ infanzia. In genere, il bambino inizia a gattonare intorno agli 8 mesi, ma può capitare che avvenga prima – già dai 6 mesi – o in un momento successivo.

Se un neonato di 10 mesi non gattona, quindi, non bisogna subito immaginare il peggio, temere che abbia difficoltà nei movimenti o pensare di rivolgersi ad uno specialista. Magari si sta preparando direttamente a fare i primi passi, senza preoccuparsi di imparare a gattonare.

In questa guida per genitori scopriremo tutto sul gattonamento del neonato: quando gattonano i bambini, quali sono i modi di gattonare, cosa fare se un neonato non gattona e le attività per stimolare a gattonare.

Gattonare: a quanti mesi si gattona

La maggior parte dei bambini comincia a gattonare tra i 6/8 mesi di vita e l’anno ma questa è un’indicazione generale che varia da bambino a bambino.

In realtà, non si può dire a che età si gattona in modo esatto, perché prima di muoversi a carponi è fondamentale che il bebè rinforzi la muscolatura e sperimenti altri movimenti di base. 

Le fasi che precedono il gattonamento sono: 

  • il rotolamento del neonato: dopo aver imparato a ruotare la testa da destra a sinistra, i bimbi iniziano a cambiare anche la posizione del proprio corpo, rotolando dalla posizione supina (a pancia in su) a quella prona (con il volto che guarda verso il basso). 
  • Lo strisciamento: a pancia in giù, il piccolo inizia a spostarsi in avanti con l’aiuto delle gambe e delle braccia, che ancora non sono abbastanza forti per sorreggerlo nel gattonamento.
  • Il dondolamento: durante la fase pre-gattonamento, il bambino inizia a prendere la posizione carponi, dondolando il corpo avanti e indietro per trovare l’equilibrio.

I movimenti propedeutici al gattonamento – rotolare, strisciare e dondolare – vengono acquisiti intorno al sesto/settimo mese di vita, ma è quando il neonato sta seduto da solo che può finalmente iniziare a gattonare.

Ogni bambino gattona a modo suo: diversi modi di gattonare

Sebbene le fasi dello sviluppo del neonato seguano determinate tempistiche e modalità ormai note, ogni bambino tende a stabilire il proprio percorso individuale a seconda degli stimoli esterni, della struttura dell’ambiente che ha disposizione, delle sue caratteristiche e del suo desiderio di indipendenza.

Come iniziano a gattonare i bambini?

Questo discorso vale anche per gli spostamenti, per cui ogni bambino può scegliere quando iniziare a gattonare e i modi di gattonare che preferisce:

  • a quattro piedi, ovvero a carponi
  • strisciamento
  • rotolamento
  • spostandosi sulla schiena
  • trascinandosi da un punto all’altro della casa
Quando iniziano a gattonare i bambini

Perché è importante gattonare

Imparare a gattonare è uno dei traguardi più importanti per un bambino, che riesce a trarre da questa esperienza una serie di benefici enorme.

A livello di sviluppo mentale, coordinare i movimenti delle braccia e della gambe implementa la comunicazione tra i due emisferi cerebrali.

Inoltre, muoversi da solo e in velocità aumenta la percezione dei propri gesti, favorisce lo sviluppo dell’autonomia e migliora la sua capacità di interagire con gli spazi e con le proprie figure di riferimento. 

Quali sono i benefici del gattonamento

Così come altre attività motorie, il gattonamento del neonato favorisce la propriocezione e insegna al bambino a mappare l’ambiente, aumenta le sue abilità fisiche e allena la capacità di affrontare le piccole grandi sfide che gli si prospettano.

Dal lato fisico, i benefici del gattonamento sono innumerevoli, perché incide su diversi aspetti.

Per prima cosa, favorisce lo sviluppo delle abilità grosso motorie, coinvolgendo nel movimento ampi gruppi muscolari. Muovere le braccia e le gambe richiede una buona coordinazione spazio-temporale, e allena il neonato a integrare la percezione visiva all’azione delle mani.

Quando un neonato inizia a gattonare, inoltre, allena la muscolatura e migliora il proprio equilibrio, abilità che risulteranno essenziali per imparare a camminare.   

Se il bambino non gattona è necessario intervenire?

Non gattonare non porta conseguenze nello sviluppo del bambino e non compromette, in nessun modo, i primi passi o le sue future prestazioni sportive.

Perché mio figlio non gattona? 

Come abbiamo già sottolineato, il gattonamento non è un movimento indispensabile per un neonato, che può iniziare a gattonare intorno ai 7, 8, 9 o 10 mesi, oppure può anche non farlo affatto. 

A meno che non sia di natura patologica, un ritardo nel gattonamento o negli altri movimenti può semplicemente essere l’indice che il bimbo è pigro o che questo tipo di movimento non fa per lui.  

In genere, la maggior parte dei bambini che non gattona, trova delle alternative creative per spostarsi e rispondere alle proprie necessità.

Come insegnare a gattonare

Per insegnare a un neonato a gattonare esistono degli esercizi e dei giochi propedeutici da fare in famiglia, ma è molto importante rispettare le sue tempistiche e non essere impazienti.

Se all’ inizio il bambino piange o dimostra insofferenza non bisogna forzarlo per nessuna ragione.

Esercizi per gattonare

Prima di partire con gli esercizi per gattonare, bisogna creare un ambiente accogliente, privo di pericoli e altri ostacoli, in modo che i piccoli possano spostarsi a quattro zampe senza il rischio di urtare gli oggetti sparsi.  

Più che l’insegnamento a gattonare, è importante che il bambino percepisca l’importanza di potersi muovere liberamente nello spazio, in qualunque momento desideri. Quindi, si può ridurre l’uso di alcuni prodotti che tendono a costringere il neonato in spazi limitati senza dargli la possibilità di sentirsi indipendente tipo il box, le sdraiette e il passeggino.

Come stimolare il bambino a gattonare?

Allestendo un ambiente sicuro e dimostrando fiducia nelle loro possibilità, molti bambini iniziano a gattonare anche da soli sviluppando il loro percorso personale di crescita. 

Giochi per stimolare a gattonare

Per creare un’area gioco stimolante, si possono spargere i giochi o appendere dei piccoli sonagli con cura, in modo che il bambino sia incentivato a spostarsi. I bambini quando iniziano a gattonare, non hanno ancora la muscolatura sviluppata. Per cui, a volte può capitare che le braccia cedano, provocando dolorose cadute sul pavimento. Per attutire i colpi, è necessario adagiare il bebè su superfici stabili, come tappeti da gioco antiscivolo, dalla superficie gommosa e morbida.

Ultimo aggiornamento: 2022-09-20 / * Link di affiliazione / Immagine: Amazon Product Advertising API

Tra i giochi per gattonare, ce ne sono alcuni molto semplici, da fare insieme ai genitori:

  • adagia il bambino o la bambina sul pavimento e mettiti di fronte a lui. Inizia a chiamarlo dolcemente, in modo che provi a gattonare per raggiungerti.
  • Allo stesso modo, puoi stimolare il neonato a gattonare mettendo uno dei suoi giochi preferiti a terra a poca distanza da lui, cosicché trovi la soluzione per afferrarlo. 

Per imparare a gattonare è importante anche che i bimbi abbiano degli esempi visivi. In commercio esistono moltissimi giochi propedeutici che simulano il gattonamento, come peluche interattivi a forma di bambino o con personaggi particolarmente amati dai bimbi (Winnie The Pooh, Mickey Mouse e Minnie).

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Quando smettono di gattonare i bambini?

Quando iniziano a camminare i bambini, in genere intorno all’anno di età, smettono di gattonare. Da quel momento, infatti, desiderano esplorare il mondo in modo nuovo e sperimentare la vita da nuove altitudini.

Dopo aver fatto i primi passi, molti bambini tendono a rimettersi a carponi e riprendono a gattonare, ma questo non deve costituire un motivo di preoccupazione per i genitori: un bimbo piccolo si stanca facilmente e comincia a gattonare per sentirsi più sicuro e affaticarsi meno.

Domande frequenti sul gattonamento

Quando il bambino sta seduto da solo?

I neonati iniziano a stare seduti da soli intorno ai 4 mesi e, intorno agli 8 mesi si possono lasciare i neonati seduti per qualche minuto senza l’aiuto dei genitori.

Quando i bambini iniziano a strisciare?

Lo strisciamento del neonato, o striscio, è una tappa dell’infanzia che inizia tra i 7 e i 10 mesi di vita. Permette al bimbo di spostarsi a terra a pancia in sotto, con l’aiuto delle braccia e delle gambe. In genere si perfeziona nel gattonamento.

A che età i bambini si alzano in piedi?

Dopo che i neonati iniziano a gattonare, bisogna fare attenzione alla tappa successiva, ovvero a quando i bambini si alzano in piedi. Questo avviene tra gli 8 e i 10 mesi, facendo leva su mobili, sdraiette, poltrone e divani.

Gattonare è una delle tappe per iniziare a camminare

Quando il bambino inizia ad alzarsi in piedi, nel giro di qualche settimana proverà anche a muovere i suoi primi passi. Grazie al gattonamento, si sentirà più sicuro nei movimenti e sentirà di potersi muovere negli spazi che conosce in maniera autonoma.

Anche in questa esperienza, è meglio non sforzare il piccolo e attendere che si senta sicuro nel suo viaggio alla ricerca di nuove conquiste.